La giornata di restituzione dei dati nel territorio di Varese..
La Provincia di Cremona e i suoi ambiti non hanno partecipato direttamente alla sperimentazione del progetto InLav. Di conseguenza nel territorio cremonese non è stato aperto alcun Punto unico di accesso (PUA).
Tuttavia, anche a Cremona si sono tenuti incontri lo scorso anno di presentazione del progetto e nel mese di marzo di quest’anno la sede della Provincia ha ospitato l’incontro che ha delineato il futuro del progetto e verificato la disponibilità dell’Ente e del territorio a far parte di questo futuro.

Risultati e prospetti del progetto
Stefano Toselli, coordinatore del Dipartimento che ha assunto la responsabilità dello sviluppo di InLav, ha presentato il progetto nella sua attualità e nelle prospettive future, riportando alcuni dati significativi che hanno evidenziato i buoni risultati raggiunti.
Negli Ambiti in cui si è svolta la sperimentazione sono stati 1.048 i destinatari intercettati e 530 coloro per i quali è stato definito un progetto individuale di intervento e sono stati erogati complessivamente più di 2.000 servizi.
Il sistema di relazioni InLav ha coinvolto 214 soggetti suddivisi tra Enti pubblici, Privati e del Privato sociale e raggruppati in due livelli. La rete di primo livello ha visto la presenza di 24 Enti del Terzo Settore (ETS) incaricati dagli Ats per l’erogazione dei Servizi InLav.Al secondo livello hanno prso parte 180 soggetti pubblici, privati e del privato sociale impegnati a supporto dei PUA e dei Servizi InLav.
Sotto il profilo formativo il progetto ha garantito e realizzato 32 sessioni formative presso 12 Province, con più di 600 presenze complessive, cui si sono aggiunti più di 50 pillole video con approfondimenti specifici di massimo 15 minuti e 11 webinar, fruibili in modalità sincrona e asincrona, che hanno visto la presenza di 480 partecipanti. Inoltre è stato predisposto un Toolkit per diffondere gli strumenti formativi agli operatori
Per quanto riguarda le prospettive, i buoni esiti del Modello e i PUA InLav sono un base solida per possibili azioni di sviluppo riassumibili in tre punti:
1. Rafforzare il ponte con il mercato del lavoro, posizionando InLav come piattaforma territoriale di matching inclusivo.
2. Consolidare e rendere sostenibile il sistema, attivando nuovi PUA InLav, potenziando il sistema di supporto e valorizzando le risorse.
3. Attivare una governance multilivello, garantendo efficacia e sostenibilità nel tempo al sistema.
Volontà di partecipazione
Maria Antonia Molteni, networking manager di Anci Lombardia, ha riassunto i problemi emersi negli incontri che si sono tenuti nel 2025 con la Provincia e gli enti del territorio. Fra questi problemi sono stati segnalati, per esempio, l’invisibilità delle situazioni di sfruttamento, la concentrazione settoriale dello sfruttamento, caratterizzata da una forte presenza della comunità indiana, la barriera linguistica e difficoltà ad accedere a percorsi di formazione-lavoro e la presenza di minori stranieri non accompagnati che, una volta maggiorenni si trasferiscono in altri territori alla ricerca del lavoro e di cui si perdono le tracce.
Su questo punto Paola Vailati, coordinatrice dell’ufficio di Piano del Comune di Crema capofila dei 48 comuni dell’ambito Cremasco, ci ha detto: “Credo sia più che interessante l’opportunità che offre InLav, soprattutto sul tema dei minori stranieri non accompagnati che è piuttosto importante nel nostro territorio, dove, yta l’altro, sono già attivi diversi tavoli come, per esempio, il tavolo povertà, il tavolo lavoro, il tavolo abitare, e questo progetto può essere un’opportunità significativa per legare le diverse attività. I risultati presentati delle sperimentazioni avvenute in altri ambiti ci fanno ben sperare che il territorio Cremasco, dove anche il terzo settore è estremamente attivo e la collaborazione con la Ast fruttuosa, possa partecipare alla realizzazione del progetto”.

Anche Barbara Faroni, dirigente del Settore politiche attive del lavoro della Provincia, ha sottolineato quanto il tema dello sfruttamento lavorativo “sia fondamentale rispetto anche alla delega funzionale che svolgiamo sul mercato del lavoro e importante anche nel nostro territorio. Dall’incontro di oggi mi sembra che si sia manifestata la volontà anche da parte della degli ambiti di sviluppare questo questo tema e quindi costituire questi punti unici di accesso, sfruttando i prossimi bandi che usciranno a livello regionale e innestando la tematica sui tavoli istituzionali che già operano sul tema del lavoro e non solo”.
Sergio Madonini
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