La giornata di restituzione dei dati nel territorio di Varese..
La giornata di restituzione dei dati nel territorio di Varese del progetto InLav si è svolta nella sede della Provincia, la splendida Villa Recalcati, alla presenza di funzionari provinciali, operatori degli Ambiti di Tradate e Somma Lombardo, dove operano i PUA, e la delegazione di Anci Lombardia.
Nicol Mondin, networking manager di Anci Lombardia, ha illustrato il percorso di costruzione della rete e dei PUA nei due ambiti. Partendo da elementi di criticità, come la necessità di dover integrare i molti tavoli di lavoro presenti sul territorio e operanti nell’ambito dei servizi sociali e del lavoro e di dover far fronte a nuove forme di sfruttamento, Mondin ha evidenziato gli obiettivi perseguiti nello sviluppo del progetto, in particolare una maggiore qualificazione delle segnalazioni e la necessità di presidiare le nuove forma di vulnerabilità. A questi obiettivi primari si aggiungono linee strategiche, come, per esempio, lo sviluppo di strumenti condivisi, l’alfabetizzazione sui diritti, la costruzione di un osservatorio territoriale.
Risultati e voci dal territorio
A Tradate il PUA, cui fanno riferimento 8 Comuni, è stato inserito nel Polo inclusione lavoro, che mette a disposizione un ampio ventagli di servizi e contatti, fra cui il Centro dell’impiego, come ha spiegato Lucrezia Limido, assistente sociale che lavora all’interno dell’ambito territoriale di Tradate come coordinatrice del tavolo tecnico degli assistenti sociali. “Il progetto InLav si è andato a innestare in una rete che nel nostro ambito territoriale era già presente ed era già molto ricca, ma ci ha condotti a rafforzare e ampliare la rete. Il progetto ci ha permesso di andare a strutturare legami con interlocutori con cui avevamo meno contatti, come per esempio la Croce Rossa, e di sviluppare legami molto più intensi con tutto l’ambito socio sanitario, anche perché l’arrivo del progetto InLav coinciso con l’apertura delle Case di comunità sui territori e creare quindi possibilità di sinergie positive anche con tutto l’ambito socio sanitario. Inoltre, il progetto ha reso possibile avviare un’interlocuzione più approfondita con i sindacati, che sono già presenti all’interno dei nostri tavoli, ma il loro focus era rivolto più sulla popolazione anziana o con disabilità. Con InLav il dialogo con i sindacati si è aperto anche al tema dello sfruttamento. Altro aspetto importante avviato con il progetto sono le collaborazioni aperte con alcune cooperative del territorio, in particolare cooperative di tipo B, con l’obiettivo di andare ad attivare luoghi in cui poter inserire, anche attraverso una contrattualizzazione, le persone che erano in situazioni di particolare vulnerabilità”.
Anche nell’Ambito distrettuale di Somma Lombardo, sono presenti reti ben strutturate sui temi del lavoro, povertà e marginalità, come ha ricordato Eleonora Vecchiotti funzionario responsabile dell’ambito distrettuale di Somma Lombardo. Presentando i risultati, gli operatori dell’Ambito hanno evidenziato la collaborazione attiva con la cooperativa CseL che presenta numerosi soci sul territorio, in particolare la Cooperativa Lotta contro l’emarginazione. L’Ambito nel progetto InLav ha intercettato più di 100 persone e ha realizzato 29 cartelle sociali complementari alla raccolta dati fatta dai Comuni, volte anche a qualificare la tipologia di sfruttamento. Relativamente ai dati, è stato sottolineata una maggiore presenza di uomini: sulle 29 cartelle, 23 sono di uomini e 6 di donne. Manca la presenza di soggetti tra i 18 e i 29 anni. InLav ha permesso di evidenziare problematiche complesse, abitative, giuridiche, relazionali e ha favorito una maggiore comprensione del fenomeno dello sfruttamento lavorativo e un dialogo tra risorse del territorio che in precedenza avevano scarsi o nulli rapporti.
“Il progetto Inlav si è inserito in reti già esistenti, ma è stato un motore scatenante per riattivare nuove collaborazioni e dare nuovi nuova vita alle reti già esistenti, quindi è stato un valore aggiunto. Il nostro motto complementarietà e permeabilità, nel senso che gli enti del terzo settore con l’ente pubblico devono diventare complementari tra loro, ma essere permeabili a sperimentarsi su territori nuovi su argomenti nuovi”.
Presente per la Provincia anche il consigliere Carmelo Lauricella con delega al lavoro che ci ha detto: “La delega al lavoro è, come noto, una delega della Regione Lombardia affidata alle Province sia per la vicinanza al territorio sia per la flessibilità dell’ente provinciale per poter affrontare le varie problematiche nel mondo adeguato. A Varese l’ambito del contrasto allo sfruttamento lavorativo è un ambito che, soprattutto con i flussi migratori, è sempre più all’attenzione della Provincia e non solo. Disponiamo di uno strumento che è il Tavolo del lavoro cui partecipano le istituzioni, le organizzazioni datoriali, sindacali e diverse realtà territoriali, come per esempio le associazioni che si occupano di disabilità, emarginazione, oppure i consulenti del lavoro. Questo ci permette di affrontare le diverse problematiche legate al lavoro fragile, con la necessaria flessibilità e competenza, in modo da poter di volta in volta risolvere il problema nel modo più adeguato”.
Stefano Toselli, coordinatore del Dipartimento che in carico il progetto InLav, e Giuseppe Guerini, vice segretario di Anci Lombardia, hanno illustrato i percorsi realizzati, soprattutto di supporto formativo, i possibili scenari futuri e i Patti territoriali.
Sergio Madonini
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