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La splendida vista del Lago di Como dalla sala attico di villa Saporiti, sede della Provincia, ha accolto l’incontro di restituzione dati del progetto InLav sul territorio comasco.

Presente all’incontro, oltre alla delegazione di Anci Lombardia e all’Ambito di Mariano Comense, che vede la presenza di 6 Comuni, rappresentato dall’Azienda territoriale per i servizi alla persona Tecum, il Presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca che ha testimoniato l’impegno e l’interesse dell’ente provinciale relativamente al progetto. Sul ruolo dell’ente Provincia, il Presidenteci ha detto, a margine dell’incontro: “Siamo un ente intermedio che è fondamentale per il territorio. I comuni sono piccoli e necessitano di essere supportati nelle attività e nei rapporti con la Regione e il Governo. È, quindi, il nostro un ruolo importate oggi come oggi, e come è sempre stato. Anche noi siamo, in sostanza, la casa dei Comuni”

Maria Antonia Molteni e Nicol Mondin, networking manager di Anci Lombardia, hanno presentato le attività svolte nell’ambito del progetto InLav. Difronte alle problematiche emerse con gli operatori del territorio, come per esempio il debito migratorio, l’alloggio come leva di controllo, la barriera linguistica, sono stati fissati obiettivi primari, quali, per esempio, la conoscenza del fenomeno dello sfruttamento lavorativo sul territorio, il coordinamento fra i vari soggetti che operano nei diversi settori e l’integrazione delle politiche del lavoro e sociali.

Nel dettaglio dell’attività svolta dall’Ambito, Laura Bellotto, responsabile del settore accompagnamento e orientamento al lavoro di Tecum, ha ricordato che il PUA è stato aperto a Mariano Comense nel febbraio 2025.

L’Ambito si è concentrato da subito nella sensibilizzazione del territorio e nella costruzione della rete, presentando il progetto ai CPI di Erba e Cantù e organizzando incontro con i sindacati. Sono stati, inoltre, realizzati tre workshop tecnici.

Sono state intercettate 37 persone e compilate relative schede, di cui 28 prese in carico, 12 uomini e 16 donne. In generale, la presa in carico ha riguardato soprattutto nuclei famigliari e questo giustifica anche il maggior numero di donne, spesso segnalate dalla Caritas. Intercettazione e presa in carico hanno evidenziato numerosi bisogni, oltre quelli lavorativi, come per esempio, economico, di mobilità sul territorio, barriere linguistiche, abitazione e salute, generando tuttavia una consapevolezza dei propri diritti.

L’Ambito ha organizzato, tra l’altro, un corso per addetti mensa che ha visto la partecipazione di 30 persone e la stesura di 7 contratti di lavoro.

In generale, gli operatori Tecum hanno evidenziato quali punti di forza del progetto InLav, la diffusione di una nuova conoscenza del tema migranti, la presa in carico multidisciplinare, l’accompagnamento e integrazione delle donne, la disponibilità delle amministrazioni e il rafforzamento della rete dei servizi. Hanno sottolineato, inoltre, l’importanza di dare seguito al progetto, passando dalla fase sperimentale a una fase di strutturazione. È l’auspicio espresso anche dal Presidente Bongiasca e su cui, come hanno detto Stefano Toselli, coordinatore del Dipartimento che ha preso in carico InLav, e Giuseppe Guerini, vice segretario di Anci Lombardia, l’Associazione con Regione Lombardia stanno lavorando, anche con la presentazione dei Patti Territoriali.

Sergio Madonini

 

 

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